Storia dell’AMIANTO

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Storia dell’AMIANTO

amianto

In greco la parola Amianto significa “immacolato e incorruttibile”, mentre Asbesto significa “perpetuo e inestinguibile”. Dall’antichità fino all’epoca moderna, l’amianto è stato usato per scopi “magici” e “rituali”. Sia i Persiani sia i Romani disponevano di manufatti in amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo scopo di ottenere ceneri più pure e chiare; si racconta che la resistenza al fuoco di un coperta sia stata sfruttata da Carlo Magno per impressionare i nemici. Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C., descrive un lino che non brucia, utilizzato per produrre tovaglioli e tuniche funebri; anche Plutarco, vissuto nel I-II secolo d.C., racconta di lino incombustibile, impiegato per la produzione di tovaglioli, reti e cuffie.
Una credenza popolare diceva che l’amianto fosse la “lana della salamandra”, l’animale che per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.
Marco Polo ne “Il Milione” racconta che nella provincia cinese di Chingitalas, filando questo minerale si otteneva un tessuto impiegato per confezionare tovaglie.
Risale al ‘600 la ricetta del medico naturalista Boezio che dimostra l’uso dell’amianto nelle medicine dell’epoca, restando presente nei farmaci sino ai recenti anni ‘60 per due tipi di preparati: una polvere contro la sudorazione dei piedi ed una pasta dentaria per le otturazioni.
Nel 1752 Beniamino Franklin offrì in vendita, a sir Hans Sloane, una borsa fatta di “Stone asbestos”:
la borsa, in tessuto di puro crisotilo, si trova al Museo di storia naturale di Londra.
EternitLa prima utilizzazione dell’amianto da parte dell’industria risale agli ultimi decenni dell’800.
Grande clamore ebbe nel 1903, in seguito ad un incendio che aveva causato 83 morti, la sostituzione nella metropolitana di Parigi di materiali infiammabili, o che producevano scintille, con manufatti contenenti amianto, compresi i freni delle carrozze. Lo stesso avvenne nella metropolitana di Londra e poi, nel 1932, per la coibentazione del translatlantico Queen Mary. Questi eventi furono molto reclamizzati tanto da indurre una eccessiva confidenza con l’amianto, fino a favorirne una massiccia diffusione in scuole, ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali.

In Italia, nella seconda metà degli anni ‘50, si coibentarono con l’amianto le carrozze ferroviarie, fino ad allora isolate con sughero. Nel 1893 inizia in Austria la produzione del cemento-amianto.
Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto. L’incremento nell’estrazione e nell’impiego, sia in campo produttivo che nell’edilizia, è proseguito fino alla seconda metà degli anni ‘70.
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I più grandi produttori mondiali sono stati: Canada (Crocidolite), Africa del Sud (Crocidolite, Crisotilo ed Amosite), Russia (Crisotilo), Stati Uniti (Crisotilo), Finlandia (Antofillite) e l’Italia principalmente con la cava di Balangero (Crisotilo), in provincia di Torino. La Tremolite e l’Actinolite commercialmente erano meno importanti.

L’Italia è stata uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di amianto fino alla fine degli anni ottanta.
Dal dopoguerra fino al 1992 ha prodotto 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo, nella miniera di Balangero; le importazioni ammontano complessivamente a 1.900.885 tonnellate. Questa enorme quantità di amianto è stata utilizzata per produrre materiali di diversissima natura: dall’Eternit, impiegato per lo più sui tetti e nelle condutture di acqua potabile, dove l’amianto è inglobato in una matrice di cemento relativamente stabile e quindi meno pericoloso, a composti friabili in matrice di gesso o altro materiale instabile e quindi molto più pericoloso, in genere utilizzato nelle coibentazioni e per le insonorizzazioni.

amiantoLe fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili; la struttura fibrosa conferisce
all’amianto sia una notevole resistenza meccanica che un’alta flessibilità, resiste al fuoco ed al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione ed all’usura (termica e meccanica).
L’amianto è facilmente filabile e può essere tessuto, inoltre è dotato di proprietà fonoassorbenti oltreché termoisolanti; si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC). Le caratteristiche proprie dell’asbesto ed il suo costo contenuto, ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale, in edilizia e nei prodotti di largo consumo: generalmente è stato impiegato “legato” ad altri materiali, con percentuali diverse, al fine di sfruttare al meglio le sue peculiarità. Nei prodotti realizzati con l’amianto le fibre possono essere libere o debolmente legate, in questo caso si parla di amianto in matrice friabile, mentre se sono fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinil-amianto), ci si riferisce all’amianto in matrice compatta.

[dossier Amianto di Legambiente]